Cistite e menopausa: perché il rischio aumenta e come prevenirla

La cistite è un'infiammazione della vescica urinaria che nella maggior parte dei casi è causata da un'infezione batterica. Il principale responsabile è Escherichia coli, un batterio normalmente presente nell'intestino che può raggiungere le vie urinarie e provocare l'infezione. I sintomi più comuni includono bruciore durante la minzione, necessità di urinare frequentemente, urgenza minzionale e fastidio sovrapubico [1] [2].

Perché la menopausa aumenta il rischio di cistite?

Durante la menopausa la produzione di estrogeni diminuisce progressivamente. Questi ormoni svolgono un ruolo importante nel mantenimento della salute delle mucose uro-genitali e dell'equilibrio del microbiota vaginale.

La riduzione estrogenica può determinare:

  • Assottigliamento e maggiore fragilità delle mucose;
  • Riduzione dei lattobacilli normalmente presenti nella flora vaginale;
  • Alterazione delle difese naturali contro i microrganismi patogeni;
  • Maggiore predisposizione alle infezioni urinarie e alle recidive.

Per questo motivo molte donne riferiscono un aumento degli episodi di cistite proprio nel periodo della peri-menopausa e della post-menopausa [3].

Cistiti ricorrenti: quando diventano un problema?

Si parla generalmente di cistiti ricorrenti quando si verificano almeno due episodi nell'arco di sei mesi oppure tre episodi nell'arco di un anno.

Le recidive possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, influenzando il benessere fisico, il sonno, la vita sociale e la sfera sessuale. Inoltre, la ripetuta necessità di trattamenti antibiotici può contribuire allo sviluppo dell'antibiotico-resistenza.

Antibiotici e antibiotico-resistenza

Gli antibiotici rappresentano il trattamento di riferimento delle cistiti batteriche, ma devono essere utilizzati esclusivamente quando necessario e secondo le indicazioni del medico.

L'impiego frequente o non appropriato degli antibiotici favorisce infatti la selezione di batteri resistenti, rendendo più difficile il trattamento delle infezioni future. Per questo motivo oggi la comunità scientifica pone grande attenzione alla prevenzione delle recidive e all'adozione di strategie complementari che consentano di ridurre il ricorso alle terapie antibiotiche.

Prevenzione: il primo passo per il benessere urinario

La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di cistiti ricorrenti. Tra le principali raccomandazioni rientrano:

  • Bere adeguate quantità di acqua durante la giornata;
  • Evitare di trattenere l'urina troppo a lungo;
  • Mantenere una corretta igiene intima;
  • Utilizzare detergenti delicati che rispettino l'equilibrio fisiologico delle mucose;
  • Adottare uno stile di vita sano e un'alimentazione equilibrata.

Il ruolo dei nutraceutici e dei fitocomposti

Negli ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse verso sostanze di origine naturale in grado di supportare il benessere delle vie urinarie.

Ingredienti come D-mannosio, Cranberry e altri fitocomposti sono oggi ampiamente utilizzati nell'ambito della prevenzione delle infezioni urinarie ricorrenti. Il loro utilizzo si inserisce in un approccio integrato che mira a sostenere le fisiologiche difese dell'organismo e a ridurre il rischio di nuovi episodi.

In questo scenario, la ricerca di soluzioni innovative e di ingredienti scientificamente validati rappresenta una delle principali sfide per il settore nutraceutico dedicato alla salute femminile.


Bibliografia e Studi Scientifici

[1] K. G. Naber et al., “Therapeutic strategies for uncomplicated cystitis in women,” GMS Infect. Dis., vol. 12, p. Doc01, 2024.
Leggi lo studio completo ↗

[2] C. C. Butler, M. K. D. Hawking, A. Quigley, and C. A. M. McNulty, “Incidence, severity, help seeking, and management of uncomplicated urinary tract infection: a population-based survey,” Br. J. Gen. Pract., vol. 65, no. 639, pp. e702-7, Oct. 2015.
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[3] A. Augoulea et al., “Association of menopausal symptoms with sociodemographic factors and personality traits,” Menopausal Review, vol. 18, no. 4, pp. 191–197, 2019.
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